Penetration test o vulnerability assessment: che differenza c'è e quale ti serve prima

Il vulnerability assessment cerca in ampiezza: elenca in modo ripetibile tutte le debolezze note dei sistemi che analizza, e le ordina per priorità. Il penetration test cerca in profondità: una persona prova a sfruttarle davvero, le concatena e dimostra fin dove arriva. Il primo si ripete di continuo ed è la base; il secondo si fa a cadenza larga e serve a validare. Se devi sceglierne uno per iniziare, si comincia sempre dal vulnerability assessment: un penetration test su un perimetro mai scansionato spende giorni di lavoro specialistico per trovare cose che una scansione trova in un'ora.

Le due attività in una riga ciascuna

Vulnerability assessment. Analisi sistematica di un perimetro per individuare le vulnerabilità note, con verifica della loro presenza e classificazione per gravità e priorità di intervento. È in larga parte automatizzabile, quindi ripetibile a costo marginale basso, e produce un esito confrontabile nel tempo. Risponde alla domanda: che cosa ho di vulnerabile, adesso?

Penetration test. Simulazione autorizzata di un attacco condotta da una persona, con obiettivi concordati, che prova a sfruttare le debolezze, a concatenarle e a raggiungere un risultato concreto, per esempio l'accesso a un sistema o a un dato. Non è automatizzabile nella parte che conta. Risponde alla domanda: che cosa riesce davvero a fare qualcuno che ci prova?

L'errore più comune è trattarle come due prodotti alternativi da confrontare a preventivo. Sono due momenti diversi dello stesso programma, e chi vende l'una al posto dell'altra sta rispondendo alla domanda sbagliata.

Il confronto punto per punto

La tabella tiene insieme le differenze che contano quando si decide.

 Vulnerability assessmentPenetration test
Domanda a cui rispondeChe cosa ho di vulnerabile adessoChe cosa riesce davvero a fare un attaccante
ApproccioAmpiezza: tutto il perimetro, in modo sistematicoProfondità: pochi percorsi, portati fino in fondo
EsecuzioneIn larga parte automatizzata e ripetibileCondotta da una persona, non automatizzabile nella parte che conta
Frequenza tipicaContinua, da giornaliera a mensileAnnuale, o dopo un cambiamento rilevante
DurataMinuti o ore per ciclo, in automaticoDa alcuni giorni ad alcune settimane
Modello di costoAbbonamento sul perimetro, costo per ciclo quasi nulloGiornate di specialista, il costo si ripete a ogni test
Trova le falle logiche dell'applicazioneNoSì
Trova il servizio esposto per errore la settimana scorsaSì, al ciclo successivoSolo se cade dentro la finestra del test
Concatena più debolezzeNoSì, ed è il suo valore principale
Mette alla prova il rilevamento e la rispostaNoIn parte, del tutto in un esercizio di red team
EsitoElenco ordinato per priorità, confrontabile con il ciclo precedenteRapporto narrativo con i percorsi seguiti e le prove
Falsi positiviPossibili, si riducono con la verifica e la deduplicazionePraticamente assenti: quanto è scritto è stato fatto
Evidenza per revisori e assicuratoriCronologia continua di controlli e correzioniRapporto puntuale con data

Cosa trova l'uno e non trova l'altro

La distinzione non è il livello di bravura: è la classe di problema.

Il vulnerability assessment trova, e il penetration test da solo può non trovare:

Il penetration test trova, e il vulnerability assessment non troverà mai:

Da qui discende la regola pratica: la scansione continua tiene basso il numero di cose banali, così il tempo costoso del penetration test si spende sui problemi che solo una persona può trovare.

Quanto costano e quanto durano

I due modelli economici sono diversi in natura, e questo spiega perché si usano con cadenze diverse.

Il penetration test si paga a giornate di specialista. Un test su un perimetro esterno contenuto si misura in giorni; un'applicazione web complessa o un ambiente interno articolato in settimane, a cui si aggiungono la fase di preparazione, la stesura del rapporto e il retest dopo le correzioni. Il costo non scende ripetendolo, perché ogni volta serve di nuovo il tempo della persona. Per questo la cadenza tipica è annuale, o legata a un cambiamento architetturale importante, al rilascio di un'applicazione nuova o a una richiesta contrattuale.

Il vulnerability assessment in forma continua si paga ad abbonamento sul perimetro monitorato. La prima esecuzione e la centesima costano uguale, quindi non c'è ragione economica per diradarlo, ed è questo che lo rende adatto a fare da base permanente. Sul vulnerability assessment continuo i piani partono da 59 € al mese, IVA esclusa.

La conseguenza sul budget è netta: la scansione continua è una spesa corrente piccola e prevedibile, il penetration test è una voce annuale più grande. Chi ha un budget unico e deve decidere, mette in piedi prima la base continua e programma il test quando la base ha smesso di restituire cose ovvie.

Cosa chiedono davvero le normative e le certificazioni

Qui si concentra la confusione, perché quasi nessun testo nomina le due attività con questi nomi.

Il caso in cui il penetration test è davvero obbligatorio è quello contrattuale: un cliente grande, un capitolato di gara, un regolamento di settore. In quel caso la domanda non è se farlo, ma con quale perimetro e ogni quanto.

VAPT, red team, bug bounty: i termini che trovi nei preventivi

Alcune parole ricorrono e vale la pena distinguerle, perché cambiano il prezzo di un preventivo senza che sia sempre chiaro perché.

Come si mettono insieme, in un programma che regge

La sequenza che funziona nella maggior parte delle aziende, dalla prima settimana in avanti.

  1. Inventario di ciò che è esposto. Non si verifica quello che non si sa di avere. La gestione della superficie di attacco esterna mantiene l'elenco aggiornato, incluse le pubblicazioni dimenticate.
  2. Verifica continua del perimetro esterno, con esiti confrontabili nel tempo e priorità di intervento. È la base che copre gli obblighi regolamentari e la maggior parte delle domande dei questionari.
  3. Correzione guidata dalla priorità, non dall'ordine in cui compaiono i risultati.
  4. Visibilità interna, perché il perimetro esterno racconta metà della storia. Il monitoraggio della rete aziendale con una sonda passiva copre condivisioni esposte, credenziali deboli e movimenti anomali.
  5. Penetration test quando la base ha smesso di produrre risultati banali, oppure prima di un rilascio importante, oppure perché un contratto lo impone. Concordando il perimetro e chiedendo il retest incluso.
  6. Ripetizione della verifica continua subito dopo le correzioni del test, per confermare che siano state applicate e che non tornino.

Per il penetration test vero e proprio, che è lavoro di persone, la parte di consulenza è di Fidem, che progetta e conduce l'attività; i prodotti Defensio coprono la base continua e le evidenze che restano fra un test e l'altro.

Le domande da fare a chi ti manda un preventivo

Cinque domande separano un'offerta seria da un elenco di risultati automatici venduto come test.

  1. Quante giornate di lavoro umano sono incluse e su quale perimetro esatto? Se la risposta è vaga, il grosso del lavoro è automatico.
  2. Il retest dopo le correzioni è compreso? Un rapporto senza verifica delle correzioni lascia il lavoro a metà.
  3. Che cosa ricevo oltre al rapporto? Servono i passi per riprodurre ogni risultato e le indicazioni per correggerlo, non solo una lista di gravità.
  4. I risultati sono verificati a mano o sono l'output grezzo di uno strumento? La differenza è il numero di falsi positivi che il tuo team dovrà smontare.
  5. Chi esegue l'attività e con quali referenze verificabili? È lavoro di persone e il risultato dipende dalla persona.

La stessa serietà vale al contrario: se un fornitore ti propone un penetration test annuale e nient'altro, ti sta lasciando scoperto per i restanti undici mesi e mezzo.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra vulnerability assessment e penetration test?

Il vulnerability assessment analizza in ampiezza un perimetro e restituisce l'elenco ordinato per priorità delle vulnerabilità note che vi trova; è in larga parte automatico, quindi ripetibile di continuo a costo marginale basso. Il penetration test è una simulazione di attacco condotta da una persona, che prova a sfruttare quelle debolezze, a concatenarle e a dimostrare fin dove si arriva; costa giornate di specialista e si esegue a cadenza larga. Il primo dice cosa è vulnerabile, il secondo cosa è realmente sfruttabile.

Quale dei due serve per primo?

Il vulnerability assessment, quasi sempre. Un penetration test su un perimetro mai scansionato consuma giornate costose per trovare sistemi non aggiornati e servizi esposti per errore, cioè esattamente le cose che una verifica automatica trova in un'ora. Si mette in piedi la base continua, si correggono le cose evidenti e si programma il penetration test quando la base ha smesso di restituire risultati banali. L'eccezione è il caso in cui un contratto o una gara impongano il test entro una data.

Ogni quanto va fatto un penetration test?

La cadenza tipica è annuale, e in più dopo ogni cambiamento architetturale rilevante: una nuova applicazione pubblicata, una migrazione, l'apertura di un accesso per un fornitore, una fusione. Alcuni contratti e capitolati fissano la frequenza in modo esplicito. Fra un test e l'altro la copertura non può restare ferma, perché il perimetro cambia ogni settimana: è la verifica continua a coprire quell'intervallo.

Quanto costa un penetration test?

Si quota a giornate di specialista, quindi il prezzo dipende dall'ampiezza del perimetro, dal tipo di bersaglio e da quante informazioni riceve chi esegue il test. Un perimetro esterno contenuto si misura in giorni, un'applicazione web complessa o una rete interna articolata in settimane, a cui vanno aggiunti preparazione, rapporto e retest. Diffida dei prezzi fissi molto bassi: sotto una certa soglia quello che ricevi è l'output di uno strumento automatico impacchettato come test.

La normativa obbliga a fare un penetration test?

Nessuna delle norme generali lo impone con quel nome. GDPR articolo 32 chiede una procedura per testare e valutare regolarmente l'efficacia delle misure, NIS2 articolo 21 include la gestione delle vulnerabilità e la valutazione dell'efficacia, ISO/IEC 27001 chiede un processo continuo di gestione delle vulnerabilità tecniche. Tutte insistono sulla regolarità più che sul singolo test. L'obbligo puntuale nasce di solito da un contratto, da un capitolato di gara o da un regolamento di settore.

Cosa vuol dire VAPT?

È l'acronimo di Vulnerability Assessment and Penetration Testing e indica le due attività offerte insieme come pacchetto. Non è una terza metodologia. Quando ricevi un preventivo VAPT conviene chiedere come si divide: quante giornate di lavoro umano comprende, su quale perimetro, se la parte di scansione è una tantum o continua e se il retest dopo le correzioni è incluso. Sono le risposte che distinguono un programma da un documento.

Un penetration test trova tutto?

No, e nessun fornitore serio lo promette. Fotografa un perimetro concordato in un periodo definito, con il tempo e le informazioni disponibili. Il giorno dopo la consegna il risultato comincia a invecchiare: un aggiornamento mancato, un servizio pubblicato o una regola di rete modificata cambiano la superficie. È la ragione per cui il test convive con una verifica ripetuta, e non la sostituisce.

Posso fare solo il vulnerability assessment continuo?

Per molte PMI è il punto di partenza corretto e copre la maggior parte degli obblighi regolamentari e delle domande dei questionari. Quello che resta scoperto sono le falle logiche delle applicazioni, le catene di debolezze e la prova della capacità di rilevare un attacco: aree in cui solo una persona che ci prova davvero produce un risultato. Se pubblichi un'applicazione che tratta dati sensibili o pagamenti, il test periodico non è rinviabile a lungo.

Comincia dalla base che si ripete da sola

La verifica continua del perimetro esterno tiene basso il numero di cose ovvie e lascia al lavoro umano i problemi che solo una persona trova. Guarda il vulnerability assessment continuo, da 59 € al mese IVA esclusa.