Domini lookalike: i sosia del tuo dominio, come si trovano e cosa si può fare

Un dominio lookalike è un nome registrato da qualcun altro per assomigliare al tuo: una lettera in meno, due invertite, uno zero al posto della o, il tuo nome più una parola come fatture o login, la stessa parola con un'estensione diversa. Serve a farsi passare per la tua azienda con clienti e dipendenti. La tua policy DMARC non lo copre, perché non è un tuo dominio: contro questi servono sorveglianza, una scala di priorità basata su quali sono già armati, e azioni diverse a seconda del caso.

Cos'è un dominio lookalike e perché il DMARC non basta

Quando pubblichi una policy DMARC in reject chiudi una porta precisa: nessuno può più inviare posta usando il tuo dominio esatto nel mittente e farla consegnare. È la difesa più efficace che esista contro lo spoofing, e va fatta per prima.

Chi vuole impersonare la tua azienda ha però un'alternativa banale: registrare un dominio diverso, che assomiglia al tuo, e usare quello. Su un dominio proprio può pubblicare SPF, DKIM e DMARC perfetti, perché ne è il legittimo proprietario. Il messaggio arriverà autenticato e pulito, e nessun controllo tecnico dalla parte del ricevente lo segnalerà come falso: non lo è. È semplicemente di qualcun altro.

Questa è la ragione per cui la protezione del dominio ha due metà. La prima è tecnica e si chiude con DMARC. La seconda è di sorveglianza e non si chiude mai del tutto: si tiene sotto controllo.

Le forme che assumono

Le varianti si generano in modo sistematico, ed è così che si costruisce anche la lista da sorvegliare.

TecnicaEsempio su esempio.itDove funziona meglio
Lettera mancanteesemio.itDigitazione veloce, indirizzi letti al telefono
Lettere invertiteesmepio.itErrori di battitura su tastiera
Lettera doppiaessempio.itDifficile da notare in un mittente lungo
Carattere sostituitoesemp1o.it, esempi0.itTesto piccolo su schermo di telefono
Caratteri di altri alfabeti che appaiono identiciuna a cirillica al posto di una latinaInganna anche chi legge con attenzione
Trattino aggiunto o rimossoes-empio.itSembra una variante ufficiale
Parola aggiuntaesempio-fatture.it, login-esempio.itIl più efficace nelle frodi, perché sembra un servizio tuo
Estensione diversaesempio.com, esempio.net, esempio.infoChi non conosce il tuo dominio esatto
Sottodominio ingannevole su un dominio terzoesempio.it.qualcosa.xyzSu telefono si legge solo l'inizio

Le due righe che contano di più nella pratica sono la parola aggiunta e l'estensione diversa. Non richiedono errori di digitazione da parte della vittima: bastano in un mittente o in un link che qualcuno legge di fretta.

Non tutti sono pericolosi: come si stabilisce la priorità

Generare le varianti di un nome produce facilmente centinaia di risultati. Trattarle tutte allo stesso modo è inutile e costoso. Quello che separa un nome innocuo da una minaccia concreta è se il dominio è armato, cioè se è stato messo in condizione di fare qualcosa.

I segnali, in ordine di gravità:

  1. Ha record di posta configurati. È il segnale più serio in assoluto: qualcuno lo ha predisposto per inviare o ricevere email. Un dominio simile al tuo con la posta attiva è un attacco in preparazione, o già in corso.
  2. Ha un certificato TLS emesso di recente. Indica che è stato messo in piedi un sito raggiungibile in modo credibile.
  3. Risolve verso un sito attivo, in particolare se il sito riprende i tuoi contenuti, il tuo logo o una pagina di accesso.
  4. È stato registrato da poco. Le frodi usano domini registrati da giorni o settimane, non da anni.
  5. Registrato con dati oscurati presso registrar usati abitualmente per registrazioni usa e getta.

Un dominio che esiste ma non ha posta, non ha certificato e non risolve verso nulla va tenuto in elenco e osservato, non trattato come emergenza. Il momento in cui compare un record di posta è il momento in cui si agisce.

Cosa si può fare davvero, caso per caso

Le opzioni esistono ma vanno usate con realismo: alcune sono rapide, altre sono lunghe e costose, e non tutte finiscono bene.

Va detto chiaramente: non si possono eliminare tutti i domini simili al proprio, e chi promette il contrario non sta descrivendo la realtà. L'obiettivo raggiungibile è sapere che esistono, accorgersi quando uno diventa pericoloso e reagire prima che il danno si verifichi.

Come si sorvegliano senza farne un lavoro a tempo pieno

La sorveglianza manuale non regge: le varianti sono troppe e lo stato cambia. Un presidio sostenibile ha quattro pezzi.

  1. Generazione sistematica delle varianti del tuo nome, con tutte le tecniche descritte sopra, incluse le estensioni più usate e le combinazioni con parole ricorrenti nelle frodi.
  2. Verifica periodica di quali esistono davvero. La lista di partenza è teorica; quella utile è la lista dei nomi registrati.
  3. Controllo dello stato di armamento, cioè record di posta, certificati, siti attivi, con un avviso quando qualcosa cambia. È il pezzo che trasforma un elenco in una difesa.
  4. Una procedura decisa in anticipo: chi viene avvisato, chi decide, quale azione per quale livello di gravità. Deciderlo mentre la frode è in corso costa giorni.

La protezione dell'identità email con Defensio Identity Shield include questa sorveglianza: genera le varianti, verifica quali esistono e segnala quelle armate con record di posta, certificato o sito attivo. Nel piano base la sorveglianza copre le registrazioni; il rilevamento dei domini già armati è incluso nel piano Compliance.

Cosa fare quando ne trovi uno attivo

Una sequenza che riduce il danno, in ordine di urgenza e non di eleganza.

  1. Conserva le prove prima di muoverti. Immagini della pagina, indirizzi completi, dati di registrazione e indirizzi IP coinvolti, messaggi con gli header completi. Dopo la sospensione del dominio molto materiale sparisce.
  2. Avvisa chi può essere colpito: clienti, fornitori, amministrazione e chiunque gestisca pagamenti. Il messaggio deve dire cosa verificare e su quale canale, non solo che esiste un pericolo.
  3. Blocca il dominio nei tuoi sistemi, sul filtro di posta e sulla navigazione, così almeno l'interno è protetto.
  4. Segnala a registrar, hosting e servizi di navigazione sicura, allegando le prove.
  5. Valuta la via legale se il nome tocca un marchio registrato e l'uso è ricorrente.
  6. Denuncia se c'è una frode in corso.
  7. Verifica che la tua metà tecnica sia a posto: se la policy DMARC non è ancora in reject, il primo lavoro da chiudere è quello, perché l'attaccante che ha registrato un sosia proverà anche il tuo dominio esatto.

Dove si colloca nel quadro degli obblighi

La sorveglianza dei domini simili non è nominata da nessuna norma con questo nome, ma rientra fra le misure che riducono un rischio esplicitamente considerato. Per il GDPR il rischio è la frode e la sottrazione di credenziali a danno degli interessati; per la NIS2 rientra nelle misure sulla sicurezza delle comunicazioni e nella gestione del rischio della catena di fornitura, perché il bersaglio tipico di un dominio sosia sono i tuoi clienti e fornitori.

Nei questionari di sicurezza dei clienti compare sempre più spesso come domanda autonoma, accanto a quella sulla policy DMARC, e nei questionari delle polizze cyber rientra nella sezione sulla frode sui pagamenti, che è la voce con i sottolimiti più bassi e quindi quella su cui l'assicuratore guarda con più attenzione.

Domande frequenti

Cos'è un dominio lookalike?

È un nome a dominio registrato da qualcun altro per assomigliare al tuo e sfruttare la fiducia che il tuo nome genera. Le forme più comuni sono una lettera in meno o in più, due lettere invertite, una cifra al posto di una lettera, un trattino aggiunto, il tuo nome combinato con una parola come fatture, login o supporto, oppure lo stesso nome con un'estensione diversa. Serve quasi sempre a frodi sui pagamenti o al furto di credenziali ai danni dei tuoi clienti, fornitori e dipendenti.

Il DMARC protegge dai domini simili al mio?

No, e questo è il malinteso più frequente. La policy DMARC vale solo per il tuo dominio: dice ai riceventi cosa fare con i messaggi che dichiarano il tuo nome. Un dominio lookalike è un dominio diverso, con un proprio DNS, di cui l'attaccante è il legittimo proprietario: può pubblicarvi SPF, DKIM e DMARC corretti e la sua posta arriverà regolarmente autenticata. Servono strumenti diversi, cioè sorveglianza, segnalazioni e informazione a chi riceve.

Conviene registrare in anticipo tutte le varianti del mio dominio?

Registrarne alcune sì, tutte no. Le varianti possibili sono centinaia e il costo annuo di rinnovo diventa rapidamente sproporzionato rispetto al beneficio. La scelta ragionevole è registrare le estensioni principali del tuo nome e due o tre errori di digitazione davvero plausibili, e sorvegliare tutto il resto. Registrare è una misura una tantum contro un rischio noto; la sorveglianza è ciò che copre l'infinito insieme delle varianti che non hai preso.

Come faccio a sapere se un dominio simile al mio è pericoloso?

Guardando se è armato, cioè se qualcuno lo ha messo in condizione di agire. In ordine di gravità: ha record di posta configurati, il che significa che è predisposto per inviare email; ha un certificato TLS emesso di recente; risolve verso un sito attivo, tanto più se riprende i tuoi contenuti o mostra una pagina di accesso; è stato registrato da poche settimane. Un nome registrato ma senza posta, senza certificato e senza sito va tenuto in osservazione, non trattato come un'emergenza.

Posso far chiudere un dominio che imita il mio?

A volte sì, e la via più rapida è la segnalazione al registrar e all'hosting quando il dominio ospita una copia del tuo sito, un logo o una pagina di accesso falsa: l'uso fraudolento viola le condizioni d'uso e può portare alla sospensione in tempi che vanno da ore a settimane. Se il nome viola un marchio registrato esistono le procedure di risoluzione delle dispute, efficaci ma con tempi nell'ordine dei mesi e costi legali. Non tutti i casi si chiudono, ed è realistico saperlo in partenza.

Quanto spesso vanno controllati?

La lista dei nomi registrati va rigenerata periodicamente, ma la parte che conta è il controllo dello stato: un dominio innocuo da mesi può ricevere record di posta in un pomeriggio, e quello è il momento in cui serve l'avviso. Un controllo continuo con notifica al cambiamento è l'unica forma sostenibile; un controllo manuale trimestrale scopre la frode dopo che è avvenuta. La differenza pratica è fra sapere che un dominio esiste e sapere quando è diventato pericoloso.

Cosa faccio se scopro che un dominio sosia sta scrivendo ai miei clienti?

Prima di tutto conserva le prove, perché dopo la sospensione del dominio spariscono: immagini delle pagine, indirizzi completi, dati di registrazione, messaggi con gli header completi. Poi avvisa subito clienti e fornitori indicando quali sono i tuoi domini legittimi e chiedendo di verificare qualsiasi variazione di pagamento su un secondo canale. Blocca il dominio sui tuoi filtri, segnalalo a registrar, hosting e servizi di navigazione sicura, e sporgi denuncia se c'è una frode in corso.

I domini con caratteri di altri alfabeti sono un problema reale?

Sì, anche se meno comuni delle varianti banali. Alcune lettere di alfabeti diversi hanno una forma praticamente identica a quelle latine, quindi il nome appare corretto anche a chi legge con attenzione. I browser moderni applicano contromisure e in molti casi mostrano la forma codificata del nome invece dei caratteri, ma la protezione non è uniforme e nella posta elettronica il testo del mittente può comunque ingannare. Una sorveglianza seria include anche queste varianti nella generazione.

Sapere quale sosia è appena diventato pericoloso

Generazione delle varianti, verifica di quali esistono e segnalazione di quelle armate con posta, certificato o sito attivo. Guarda la protezione dell'identità email.